LAB per un Laboratorio Irregolare / 02


“EPIFANIE 02” è il titolo della mostra-installazione risultato della seconda edizione del “laboratorio irregolare” di Antonio Biasiucci, che si inaugurerà allo SMMAVE-Centro per l’Arte Contemporanea, presso la chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini (Via Vergini, 1, Napoli) il 7 giugno alle ore 19.00.

Gli otto giovani artisti del LAB 02Pasquale Autiero, Ciro Battiloro, Valentina De Rosa, Maurizio Esposito, Ivana Fabbricino, Vincenzo Pagliuca, Valerio Polici e Vincenzo Russo – esporranno i loro portfoli, che comprendono circa 150 opere fotografiche. La mostra si svolgerà nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, che ha adottato il progetto. Inoltre ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Un tavolo lungo 15 metri, disegnato da Giovanni Francesco Frascino, su cui sono poggiati gli 8 portfoli-libro degli artisti di LAB, illuminato da un’unica striscia di luce, accoglie i visitatori all’interno della Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, detta La Misericordiella. Un antico complesso, all’ingresso del Borgo dei Vergini, che da luglio 2015, dopo un lungo abbandono, è stato recuperato dall’Associazione Culturale SMMAVE-Centro per l’Arte Contemporanea, presieduta dall’artista Christian Leperino, per renderlo nuovamente un luogo aperto all’incontro, alla relazione, alla partecipazione e che si apre per la prima volta al pubblico per una esposizione in occasione del Laboratorio Irregolare accogliendo l’invito alla condivisione con la città, quale vuole essere il “laboratorio irregolare”. Questo ambiente scarno e essenziale, dove il tavolo protagonista indiscusso del laboratorio, diviene elemento centrale anche della mostra, in cui la semioscurità favorisce una dimensione intima e di contatto verso il sentire di ogni autore.

LAB/per un laboratorio irregolare è un progetto di Antonio Biasiucci e nasce nel 2012 per rispondere all’esigenza di creare un percorso per giovani artisti, completamente gratuito, in cui trasmettere un metodo di costante approfondimento e critica del proprio lavoro. Dopo l’esperienza della prima edizione del “laboratorio irregolare”, il progetto è proseguito intorno a un tavolo, nello studio di Biasiucci, per oltre due anni, in cui si sono incontrati i giovani artisti e il fotografo per raccogliere, condividere e sviluppare i loro lavori.

Scrive Antonio Biasiucci: “oggi restituisco quello che mi è stato dato, perché non ha senso che sia io solo a salvarmi. Metto a disposizione le mie conoscenze, affinché sia dato spazio, tempo e possibilità ad altri di fare buona fotografia attraverso un Laboratorio ispirato ad Antonio Neiwiller, regista napoletano scomparso venti anni fa, che io considero mio maestro. Il Laboratorio produce immagini essenziali, nelle quali l’autore può trovare una parte di sé; sono immagini che si aprono all’altro”. Il progetto applica dunque i metodi teatrali di Antonio Neiwiller alla fotografia. Non si tratta di una scuola in senso stretto, ma di un percorso dove l’azione didattica diventa un’azione di esistenza e dove la formazione non è fine a se stessa ma diviene: “lo stimolo a solleticare corde interne del pensiero e dell’emozione, affinché diventino delle epifanie pure e scarnificate” (Leo de Berardinis).

“Come l’azione dell’attore sul palcoscenico – spiega Giovanni Fiorentino, che presenta nel catalogo i principi e l’azione del Laboratorio – è ridotta all’essenza, così nel laboratorio irregolare il viaggio di formazione porta il fotografo a mirare all’interno di sé, ricercando una performance profonda, elaborata per sottrazione, che trasformi l’oggetto della ricerca stessa in soggetto dalla dimensione universale. Biasiucci ha messo intorno al tavolo otto esperienze di vita, e di fotografia, eterogenee, selezionandole tra più di cento di proposte per competenze e qualità della ricerca. Intorno a quel tavolo la fotografia è diventata uno strumento di connessione e di scambio continuo, apprendimento condiviso e relazione sensibile”.

Per questo i lavori del laboratorio irregolare sono sempre “Epifanie” dal contenuto e dalla forma eterogenea. Sguardi autonomi, guidati da un unico metodo, che mette insieme otto esperienze di vita e ricerche fotografiche diverse. Così Pasquale Autiero racconta delle contraddizioni inguaribili del Sud tra il sacro e il profano, Ciro Battiloro dell’umanità che popola il Rione Sanità a Napoli, Valentina De Rosa di persone affette da grave disabilità, Maurizio Esposito di una geografia dell’anima, Ivana Fabbrocino della percezione del sé attraverso l’autoritratto, Vincenzo Pagliuca di case ai margini dello spazio, Valerio Polici di un viaggio nel proprio immaginario, Vincenzo Russo della “riproducibilità dell’opera d’arte”.

http://www.laboratorioirregolare.net

 

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SMMAVE – Centro per l’Arte Contemporanea è un’associazione culturale con sede a Napoli, nella chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, detta Misericordiella. Stiamo portando avanti la pulizia, il recupero e la valorizzazione di questo bene per farne un luogo di ricerca, didattica e produzione artistica. Collaborano con noi storici dell’arte, architetti, artisti, fotografi, restauratori, esperti di cinema e di teatro. Il presidente di SMMAVE è Christian Leperino, artista.

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